
Al termine della vittoria per 1-0 contro la NovaRomentin, mister Luca Prina ha espresso tutta la sua soddisfazione nella conferenza stampa post partita: «Tre partite in una settimana a questi livelli si sentono: la terza è sempre la più faticosa, sia dal punto di vista fisico che mentale. Nell’ultima mezz’ora abbiamo pagato questa situazione, e anche dalla panchina si vedeva la difficoltà nel gestire i cambi, non tanto tattici quanto atletici. Analizzando la partita, però, abbiamo vinto, non abbiamo preso gol e abbiamo creato tre o quattro occasioni importanti, concedendo solo un tiro dalla distanza. Non sarà stata una gara spettacolare, ma abbiamo dimostrato di essere una squadra concreta, che sa soffrire e restare compatta. Questo, unito alla qualità umana e tecnica dei ragazzi, non è mai un caso». Prina ha poi aggiunto: «Sapevamo che i cambi sarebbero stati decisivi e infatti chi è entrato ha fatto molto bene. Avevamo preparato la gara anche in questo senso: contro un avversario tecnico e di qualità come la NovaRomentin serviva energia fresca. Sono contento della mentalità mostrata da tutti».
Il mister ha poi speso parole importanti per Stefano Beltrame, autore del gol vittoria: «Sono contento che abbia trovato subito il gol alla sua prima da titolare. È un giocatore che ha qualità diverse dagli altri e che ci darà una mano, anche se deve ancora prendere le misure con questa categoria, per lui completamente nuova. Sta mettendo minuti nelle gambe e lo farà sempre di più: noi dobbiamo avere pazienza. Al di là del campo, ci tengo a sottolineare la sua professionalità: è l’unico che arriva prima di me all’allenamento, non mi era mai successo».
Sulle condizioni fisiche della rosa, Prina ha tracciato il punto della situazione: «Con Capellupo mercoledì avremo un esame più specifico e siamo un po’ più ottimisti rispetto a quanto sembrava nel post partita di mercoledì scorso. Oggi in mezzo al campo abbiamo sofferto tanto: lo stesso Facundo Di Cesare, che è uno che correrebbe anche a piedi nudi in montagna, mi ha detto che era davvero stanco. Davide Gila è un giocatore generoso e portarlo a fare novanta minuti non era semplice, anche perché mercoledì era entrato a freddo. Brancato, invece, ha avuto l’influenza nei giorni scorsi e ha giocato con la febbre: al 60’ non riusciva più a respirare, ma ha dato tutto. Sono molto contento anche per Tomasino, un ragazzo che ha lavorato tanto e in silenzio, e che oggi ha avuto la gratificazione di esordire in Serie D. Poi c’è Beltrame, che ci ha dato il gol vittoria pur arrivando da un ritiro complicato in cui è stato fermo un mese. Lo stesso discorso vale per Romairone, che era indietro dal punto di vista atletico, ma sta lavorando bene. Infine c’è l’assenza di Menabò, un giocatore con caratteristiche che altri non hanno e che in certi momenti ci sarebbe stato molto utile. Detto questo, io non sono un allenatore che si lamenta: gli infortuni fanno parte del campionato e dobbiamo accettarli».
Ora l’attenzione si sposta al prossimo impegno, domenica a Varese: «Sarà una giornata particolare: la Biellese torna a Varese dopo tanti anni, contro una società storica che conosce bene questa categoria. Noi arriviamo con 8 punti in 5 partite e un solo gol subito nelle ultime quattro. Vogliamo capire se siamo già pronti a fare fuori casa quello che abbiamo mostrato in casa. Sicuramente ci proveremo, con rispetto ma anche con la consapevolezza del nostro percorso di crescita».
Infine, il Mister ha voluto ringraziare chi lavora dietro le quinte: «Permettetemi di ringraziare tutte le persone che rendono possibile il nostro lavoro quotidiano. Lo chiamo “il gruppo di Claudio Porta”, ma in realtà è una squadra intera di persone entusiaste, competenti e sempre pronte a dare una mano. Il loro contributo è fondamentale per il cammino della Biellese».
In conferenza stampa ha parlato anche il match-winner Stefano Beltrame: «Finalmente è arrivato il gol, lo cercavo e lo volevo tanto, soprattutto a livello mentale: per me era importante. Sono davvero molto contento. Dal punto di vista fisico non sono ancora al top, perché sono stato fermo a lungo, ma sto lavorando con il preparatore e con lo staff per ritrovare la condizione migliore. Con i compagni mi sto trovando benissimo, mi hanno integrato subito con grande disponibilità e umiltà, e sono orgoglioso di lavorare con loro. Voglio dare un contributo importante per tutta la stagione e sono convinto che, crescendo di condizione, riusciremo a fare un grande lavoro. Per quanto riguarda il ruolo, nel 3-5-2 mi trovo bene da seconda punta, con libertà di muovermi su tutto il fronte offensivo: l’ho già fatto in passato, sia con la Juventus Primavera sia in Olanda. Non ho preferenze particolari, ma sicuramente più avanzo di condizione e più potrò esprimere al meglio le mie caratteristiche. La Serie D? Non mi spaventa: so che è un campionato dove si prendono più colpi e bisogna adattarsi in fretta. Il Mister me lo ripete sempre: qui serve anche saper fare quel lavoro sporco che in altre categorie magari non è richiesto. È una sfida che accetto volentieri, con la giusta mentalità».









