SEDE: Biella, Viale Macallè 21
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La vittoria di Brian

Brian Rainero, un anno da papà e la terza stagione in bianconero.

Ha due caratteristiche la nuova Biellese, che poi sono le stesse di ogni inizio stagione: l’unione e il desiderio. Per vestire la maglia bianconera bisogna avere fame, fame di imparare prima e fame di vincere poi, in quest’ordine preciso. Brian ne ha un’altra che rende il mix ancora più esplosivo, più forte e vincente già in partenza: Brian ha il sorriso. Severo, attento, concentrato in campo quando c’è da attivare il radar e seguire il pallone in ogni centimetro, sereno sempre e comunque quando i riflettori si spengono e l’attenzione si sposta al dopo, al momento che viene, che sia contagiato dall’euforia o dalla delusione poco importa.

La nuova Biellese di mister Montanarelli è ripartita anche dalla positività di Brian Rainero, oltre che dalle sue indubbie capacità tecniche che lo hanno reso un portiere nella categoria dalle eccellenti garanzie. A Venaria, domenica, nell’uscita di esordio in campionato, Brian ha lasciato un segno indelebile in campo con una parata nella ripresa, sul 2-2, significativa quanto un gol: «Abbiamo creato tanto – racconta – ma il calcio è anche questo, per vincere non basta. Loro hanno provato il tutto per tutto e sono riusciti a strappare un pareggio, noi meritavamo di più ma non siamo riusciti a concretizzare le altre occasioni che abbiamo avuto. È da queste partite però che si cresce».

Il viaggio intanto è appena iniziato, ci sarà tutto il tempo per analizzare ogni errore e trasformarlo in una preziosa risorse: «Non conoscevo mister Davide Montanarelli, sapevo che aveva vinto il campionato ad Asti e l’impressione che mi ha fatto al primo impatto è stata molto positiva. Mi trovo benissimo con tutto lo staff. Quest’anno giochiamo veramente bene a calcio. In oltre un mese di preparazione e dopo le prime sfide ufficiali si vede già l’impronta del mister; l’uscita dal basso ad esempio è una caratteristiche sulla quale sta puntando molto. Anche con il nuovo preparatore dei portieri Luca Mordenti mi trovo molto bene, ci rispettiamo a vicenda. Lui dà una mano a me e io una mano a lui. Ci stiamo trovando veramente bene tutte e due. Sia i giovani che si impegnano in ogni allenamento che con i più esperti stanno mostrando il massimo sforzo in campo, lo stanno facendo con molta serietà».

Terzo anno a Biella per Brian e un nuovo obiettivo personale: «Luca vuole che il portiere giochi bene anche con i piedi. Io con i piedi sono un portiere normale ma quest’anno ho la possibilità di migliorare, di giocare più con i miei compagni e non solo impostando l’azione con calci lunghi. Voglio essere un uomo in più per la squadra, un giocatore di movimento in più. Quest’anno quindi si punta tanto a migliorare con i piedi, anche perché nel calcio moderno il portiere sta diventando sempre più determinante in questa caratteristica». Biella offre tutto ciò che serve per lavorare bene e crescere: «Qui sto bene, sto bene con l’ambiente, con il Presidente, con tutto il Club, con il nuovo Direttore Sportivo Massimo Varini che conosco dai tempi di Vercelli. Sto bene con i tifosi, mi rispettano e mi sostengono sempre. Non potrei chiedere di più».

A proposito di tifosi, domenica sul sintetico di Corso 53° Fanteria, davanti quindi al pubblico amico, la Biellese giocherà la prima sfida stagionale in casa in campionato. Avversaria sarà la Pro Settimo, una delle “bestie nere” della passata stagione: «Ho già condiviso il pensiero in spogliatoio con chi ha vissuto lo scorso campionato: faremo di tutto per riscattarci e cancellare definitivamente quella delusione, vogliamo i tre punti e lotteremo in campo ogni secondo per conquistarli».

Con una carica in più, che per Brian si chiama – e non è un caso – Vittoria: «Tra pochi giorni si chiuderà il mio primo anno da papà. È stata una gioia immensa. Vittoria è una bambina bravissima, dorme tutte le notti e non mi ha fatto perdere un’ora di sonno. Io e la mia compagna abbiamo scelto questo nome perché è stata la vittoria più importante della nostra vita. E poi, da calciatore amo vincere (ride, ndr). A Cossato è venuta a vedermi con la mamma e ha portato fortuna. È stato per me un anno molto intenso e molto emozionante. La sua nascita mi ha dato quella carica in più che poi ho subito trasferito in campo, nel mio impegno in allenamento e in partita. Lei e la mia compagna mi sostengono sempre e ogni giorno mi supportano, soprattutto quando perdo. Devo dire che ora le delusioni sfumano davvero in fretta. Quando torno a casa dopo una sconfitta basta vedere Vittoria e la rabbia si dilegua. Ora passa tutto prima e molto velocemente». Basta un secondo insomma, un battito e uno sguardo… Il tempo di un sorriso.