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Coppa Italia, mister Prina: «Esperienza utile per capire cosa ci aspetta in campionato»
lunedì, 1 Settembre 2025

La Biellese si ferma al primo turno di Coppa Italia di Serie D, sconfitta per 3-1 sul campo del Chisola. Una partita che ha visto i bianconeri partire bene, ma calare nella ripresa, complice anche qualche episodio sfavorevole che ha indirizzato l’incontro a favore dei padroni di casa.
 
Al termine del match, mister Luca Prina ha analizzato la prestazione della squadra. Il tecnico ha sottolineato come l’esperienza, pur negativa nel risultato, sia stata comunque utile in vista dell’imminente inizio del campionato: «Il primo tempo è stato molto positivo, nel secondo abbiamo fatto più fatica. Non dobbiamo però farci condizionare dagli episodi: il risultato è stato deciso da due errori evidenti, ma la valutazione complessiva della partita resta importante. Giocare contro una squadra forte, in un campo con dimensioni e caratteristiche diverse dalle nostre, ci è servito molto. Era proprio quello che volevamo: una prova per capire cosa ci aspetta in campionato».
 
Prina ha poi aggiunto: «Il rammarico per il risultato c’è, perdere dà sempre fastidio, ma concludiamo le sei settimane di preparazione con una valutazione eccellente. Non dico che siamo già pronti, lo dirà il campo, ma arriviamo all’appuntamento con convinzione e idee chiare: l’obiettivo è dimostrare di essere pronti per la categoria e mantenerla attraverso i nostri principi di gioco».
 
Il tecnico ha anche evidenziato l’importanza di saper interpretare partite “sporche”, fatte di duelli e seconde palle: «Oggi era una gara di questo tipo, e dovremo imparare a sporcarci le mani anche in queste situazioni. Fa parte del percorso di crescita e serve a costruire la nostra identità».

La situazione degli infortunati

Sul fronte infermeria, la Biellese non è al completo. Il capitano Nicolò Pavan e Stefano Beltrame verranno valutati in settimana, mentre Simone Menabò, non al meglio della condizione, domenica a Vinovo ha potuto giocare solo un’ora. A riposo precauzionale anche Facundo Di Cesare, che lo staff ha preferito non rischiare: «Sono cose abbastanza normali in questo periodo – ha spiegato Prina –. Probabilmente, se fosse stata una partita di campionato, avremmo osato qualcosa in più: per esempio, con un risultato da recuperare difficilmente Menabò sarebbe uscito al 60’».

Un progetto che prosegue

Infine, una riflessione sul modulo e sul lavoro di crescita della squadra: «Il nostro progetto va avanti da più di un anno: più che di numeri, parliamo di principi. L’obiettivo è che le partite vengano giocate in 16 e non solo in 11, adattandoci alle caratteristiche di chi entra in campo. La versatilità deve essere un valore aggiunto».