
Prima uscita in Serie D con sconfitta per la Biellese di mister Luca Prina, battuta 2-1 sul campo della Lavagnese. Una prova per buona parte del match convincente quella dei Bianconeri, che lascia però più rammarico che soddisfazione. A fine gara, Stefano Capellupo ha commentato così la prestazione dei lanieri: «Non può che bruciare – ha spiegato – purtroppo oggi raccontiamo una sconfitta che è difficile da spiegare per chi l’ha vista. Ma il calcio è questo, e la categoria è questa. Prima della partita ho provato a dire ai compagni che la Serie D è un campionato molto particolare: ci sono squadre che non giocano e riescono comunque a ottenere risultati, e questa ne è stata la prova».
Secondo Capellupo, il lavoro settimanale si è visto, ma è mancata la cattiveria sotto porta: «Abbiamo cercato di mettere in campo tutto quello che proviamo in allenamento, però dobbiamo capire che negli ultimi trenta metri, sia in fase offensiva che difensiva, dobbiamo essere più cinici, più cattivi. La sconfitta con il Chisola in Coppa Italia e questa partita devono aiutarci a comprendere meglio la categoria. Sappiamo che possiamo starci benissimo, possiamo dire la nostra e divertirci, ma dobbiamo calarci mentalmente e con lo spirito giusto. Sarà determinante».
Stefano ha poi sottolineato la compattezza del gruppo: «Questa è una squadra che non si risparmia, siamo uniti e tutti lavoriamo per lo stesso obiettivo. Quello non mancherà mai. Quello che invece è mancato oggi è stato il cinismo negli ultimi trenta metri, soprattutto nel primo tempo: secondo me doveva finire 0-2 per noi. Abbiamo avuto diverse occasioni e dobbiamo capire che quando gli avversari attaccano bisogna affrontarli con il coltello tra i denti. Speriamo che questa sconfitta ci insegni a stare più sul pezzo nelle prossime partite».









