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Il lockdown della Biellese, che si allena a distanza: «La squadra risponde bene. Non ripartiremo da zero»

Il preparatore atletico dei bianconeri, Andrea Marini, racconta il lavoro della Prima Squadra in questi mesi lontano dai campi.

Il segreto sta nella preparazione. Alla ripresa del campionato dopo il blocco generato dal Covid, La Biellese si farà trovare pronta: «Lo stop di questi mesi – racconta Andrea Marini, preparatore atletico del club bianconero – peserà tanto in termini di intensità nelle gare. Mancherà il ritmo partita, noi però ci stiamo allenando bene, con un’ottima frequenza». Prima del nuovo esordio stagionale, arriverà il momento per scaldare i muscoli finalmente tutti insieme: «Nelle prime settimane che la Federazione ci darà per affrontare la preparazione al campionato non partiremo da zero. Qualche altra società non si sta allenando, noi sì». Un vantaggio che fin dai primi novanta minuti post lockdown si farà sentire. Farà la differenza, anche se poi dentro ogni singola prestazione incideranno come sempre altri fattori decisivi: «Durante la preparazione ci potremmo dedicare di più su altri aspetti. Non partire da zero è un punto fondamentale perché poi avremo poco tempo e tante partite da affrontare. Bisognerà essere pronti fin da subito».

La Biellese ha studiato per i suoi atleti un piano di lavoro continuativo e meticoloso: «La Prima Squadra – racconta Andrea Marini – ha iniziato ad allenarsi a distanza dal martedì successivo all’ultima partita di campionato, quella contro il Borgaro. Abbiamo impostato la settimana con cinque sedute di allenamento, dal lunedì al venerdì, due dedicate agli aspetti metabolici e due finalizzate alla forza. Il mercoledì ci riuniamo tutti in videoconferenza insieme a Mister Rizzo e Mister Colombara con sedute di video analisi e allenamenti con la palla, per quello che ovviamente si può fare. Ogni giocatore segue una scheda personalizzata, studiata in funzione dello storico infortuni e delle carenze che deve colmare. Durante la stagione non c’è mai tanto tempo per migliorare, stiamo così sfruttando questo periodo anche per questo e per evitare ricadute dagli infortuni: andando a potenziare distretti muscolari specifici». I portieri stanno lavorando con la stessa frequenza dei giocatori di movimento: «In accordo con il loro preparatore, Mario Bernaudo, abbiamo pianificato per loro un lavoro specifico».

I ragazzi di Mister Rizzo avevano iniziato il cammino in campionato con prestazioni incoraggianti: «La preparazione estiva era andata abbastanza bene – continua Andrea Marini –, avevamo impostato le settimane di allenamento gradualmente visto il lungo periodo di inattività del primo lockdown. Nelle prime sedute, per evitare sovraccarichi eccessivi avevamo dovuto gestire la grande voglia dei ragazzi di tornare sul campo. Abbiamo svolto due settimane di adattamento e aggiunto due amichevoli a settimana perché la squadra era nuova e doveva iniziare a conoscersi. I ragazzi hanno risposto abbastanza bene, chi più e chi meno. Ci siamo poi presentati al debutto in campionato vincendo a Borgomanero dopo il successo in Coppa Italia contro l’Aygreville in trasferta, un’avversaria molto fisica».

Pur tra molte difficoltà, la squadra sta rispondendo bene anche durante questa pausa forzata dal Covid: «I ragazzi si stanno dimostrando professionali in quello che fanno. È un grande merito. Ovviamente bisogna motivarli, per questo c’è un contatto quotidiano con loro. La mia metodologia di lavoro sta nel replicare il più possibile quello che succede in campo. Stiamo provando a farlo anche in questa situazione però con esercitazioni solo a secco, senza palla. La società non ha mai fatto mancare la propria vicinanza ai giocatori e a noi dello staff. C’è un costante confronto con i dirigenti. Il club ci sta dando una grossa mano, per i ragazzi questo è un forte stimolo a non mollare. La Biellese vuole davvero ritornare grande e anche da questi aspetti lo fa vedere. Anche il presidente cerca sempre di essere presente con messaggi inviati sui gruppi online: scrive ai ragazzi di non mollare e questo è un grande aiuto psicologico». Insomma, il caro vecchio adagio “tutti per uno e uno per tutti” è oggi più che mai attuale: «Siamo un gruppo molto unito, ci manca solo ritornare sul campo».