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Jack Andrea Latta: «Il mio sogno? Scendere in campo domenica prossima e segnare»

Jack Andrea Latta si racconta sul sito ufficiale della Biellese. Una passione, quella per il calcio, nata quasi per caso: «Sono stato obbligato da mio cugino – ci racconta –. Giocavamo nel cortile di casa sua, lui è più grande di me di due anni. Mi sono appassionato da giovanissimo, giocavamo contro, ricordo quante botte prendevo. In realtà la mia passione più grande è per gli sport americani: la NFL e l’NBA su tutte».

Mancino, attaccante, il suo idolo – da vero romanista qual è – è Vincenzo Montella, l’aeroplanino: «Segnava in qualsiasi modo. Ricordo ancora il gol a Torino contro la Juventus, tiro di Nakata, respinta di Van der Sar e tap in di Montella. Per la cronaca, grazie a quel gol vincemmo lo scudetto. Se dovessi scegliere un giocatore attuale a cui mi ispiro dico Mauro Icardi. Non giocherà per la squadra, ma quando è dentro l’area mi fa letteralmente impazzire: nove volte su dieci fa gol». L’amore per la Roma è vivo più che mai: «Stiamo facendo una bella stagione, calcolando che per i famosi addetti ai lavori eravamo da ottavo posto. Ci stiamo togliendo molte soddisfazioni. Ne approfitto per salutare un gruppo di tifosi a me caro: i Romanisti Resistenti. Li ho conosciuti sul web. I tifosi purtroppo oggi non possono andare allo stadio, così ci siamo ritrovati online. Il derby vinto dalla Lazio? È una delusione che non passa mai, più che altro per com’è arrivata. Una partita fin troppo strana, non da Roma. Lo scudetto? Se vuoi ti dico chi non lo vince: sicuramente non lo vince la Lazio. Scherzo! La favorita è una sola, la Juventus, dietro di poco vedo l’Inter e poi le altre. Il Milan darà filo da torcere a chiunque. Non ci annoieremo di sicuro quest’anno».

Dalla Serie A si passa alla categoria eccellenza, oggi la casa della Biellese. Allenamenti e tornei sono cristallizzati dalla Pandemia da quasi un anno: «Trovo paradossali tante cose. Siamo in Lega Nazionale Dilettanti anche noi, ma la Serie D va avanti e noi siamo fermi. L’eccellenza dà squadre alla categoria superiore ed è ferma, siamo proprio il Paese del controsenso. Ci manca allenarci insieme, ci manca l’interazione tra le persone. Queste restrizioni allontanano anche i rapporti umani. Spero di tornare al più presto al “Pozzo” e giocare, con la mia ragazza in tribuna e con i tifosi lì a sostenerci, voglio sentirli cantare “Avanti Biella oh!”, voglio sentire mia madre che strilla “Vai Andrea!”. Mi manca tutto questo. Qualcuno deve rendersi conto che togliere lo sport, il calcio in questo caso, è togliere gioia alle persone».

Polemiche a parte, quando si tornerà in campo torneranno sogni ed obiettivi: «In questo momento mi basterebbe segnare domenica prossima per realizzare il mio sogno, visto quanto mi manca il calcio. Però se devo scegliere il gol che vorrei realizzare dico tra i professionisti con la maglia della Biellese. Sarebbe il coronamento di tanti sacrifici miei e di chi mi sta accanto. L’azione perfetta? Ricordo quando giocavo nella Juniores a Romentino, avevo quindici anni, segnai una rete un po’ alla Maradona, quella che il grande Diego realizzò contro l’Inghilterra. L’azione perfetta ce l’ho chiarissima in testa: partire da centrocampo, saltare cinque-sei avversari e superare anche il portiere, poi depositarla in rete. Un gol così crea delirio di onnipotenza. È qualcosa di fantastico. Chissà, magari, un giorno tra i professionisti…».