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Il sogno di Marco cullato nel Milan: «Oggi continuo a crederci. A Biella tanta qualità»

La storia di Marco Cestagalli, prodotto del Settore Giovanile del Milan e oggi freccia all’arco di Rizzo: «Ho sfiorato la Prima Squadra in allenamento, in rossonero un’esperienza unica».

Su una delle due fasce della nuova Biellese corre Marco Cestagalli: «Sono un giocatore più offensivo che difensivo» ci spiega. Lo sottolinea subito. Una carriera votata all’attacco la sua, di spinta, di accelerazione, di desiderio a inseguire un sogno fino a sfiorarlo nel vivaio del Milan: «Ho iniziato lì, nella formazione Beretti e in Primavera e ho svolto anche qualche allenamento con la Prima Squadra. Sono stati anni speciali, ho avuto la fortuna di realizzare il sogno di tanti ragazzi con la nostra stessa passione».

Il destino l’ha poi portato su altri campi, in altre categorie, ma Marco quell’esperienza l’ha incorniciata come fosse un secondo diploma di maturità e la racconta con orgoglio. A guardarla oggi, rimane l’opportunità di crescita e non certo il rammarico per qualcosa di molto luminoso che poteva splendere ancora di più: «In rossonero ho avuto la fortuna di disputare molti tornei all’estero e crescere insieme a grandi professionisti. Al Milan ho imparato a vivere in un gruppo con altri ragazzi, lì sei seguito in tutto, ti migliorano anche nel comportamento e ho appreso tantissimo sotto il profilo tecnico e tattico». Scorrendo sul suo account Instagram ecco una foto insieme a Mister Pippo Inzaghi: «Tutto quello che oggi so l’ho assorbito durante quell’esperienza. Non sono riuscito a realizzare quel sogno fino in fondo, giocare a livello professionistico, ma non mi arrendo. Ora sono alla Biellese, do il massimo qui e spero ancora di riuscire a farcela».

Nell’arco di Mister Alberto Rizzo, all’ombra del Mucrone Marco è una delle frecce più taglienti: «Nasco esterno alto e poi, siccome a livello fisico mi sono sviluppato tardi, mi sono trovato nei giovanissimi nazionali a fare il terzino sinistro. Sono un terzino di corsa con un buon piede mancino e posso fare anche la mezzala d’inserimento. Sono molto altruista, a volte anche troppo. Un punto di forza? Il cross. Lavoro per migliorarmi sempre di più, anche sulle palle inattive. Nelle ultime stagioni sono cresciuto a livello di forza muscolare e sotto questo aspetto mi sto completando. Vorrei crescere nella fase difensiva, è la parte in cui pecco di più in assoluto».

Potrebbe sembrare scontata la passione milanista. Non è così: «Ho sempre tifato Inter» spiega. Marco studia i grandi del ruolo e un po’ si ispira a loro per superarsi, «a Marcelo, Kolarov e Alaba. Il mio giocatore preferito però è Messi. Risposta facile forse, ma lo considero davvero il più forte di tutti». Quando può, durante le pause tra fine campionato e l’inizio di un nuova preparazione estiva, passa ore e ore sui campi di Padel: «Mi diverte tanto. Non ho mai vissuto particolari passioni nemmeno quando ero più giovani, anche perché il tempo che avevo a disposizione è sempre stato poco. Come tanti altri ragazzi della mia generazione mi piacciono poi i videogiochi. Qualche sfida alla Play non manca mai».

Trasferitosi in bianconero in estate, Cesta ha subito mostrato all’ambiente biellese tutte le sue qualità: «L’inizio è stato impegnativo. Nuovo spogliatoio e nuovo mister: ci è voluto un attimo per conoscersi bene, capire le caratteristiche dei compagni, adattarsi a loro, assimilare le richieste dell’allenatore e metterle in pratica il più velocemente possibile. E poi la mentalità: essere tutti sulla stessa linea d’onda. Prima dello stop per il Covid stavamo andando bene, iniziavamo a convincere e a esprimere in campo una nostra identità. Nell’ultima partita con il Borgaro si erano viste intensità e voglia di vincere. Siamo un gruppo con importanti qualità. Questa interruzione non ci voleva, ma è andata così».

Il motore oggi rimane acceso, in attesa che all’alba del nuovo anno si possa finalmente tornare a giocare: «Ora continuiamo ad allenarci a casa. A livello atletico è dura, ma lo è soprattutto a livello mentale perché non sappiamo quando potremmo riprendere in campo. Il Prof però ci aiuta (il Prof è Andrea Marini, preparatore atletico della squadra, ndr), sta facendo un lavoro strepitoso inviandoci ogni settimana il programma da seguire. È importante rimanere incollati sul pezzo. Dobbiamo farci trovare pronti quando tutto riprenderà».