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Facchetti: «Gioco dove serve. Occhio al Borgaro, a ottobre ci fece soffrire»

Esterno alto, esterno basso, sempre tra i migliori in campo. Davide Facchetti racconta la sua stagione e quella del gruppo: «La svolta dopo la sconfitta con la Pro Eureka»

Con il vento in poppa, La Biellese corre verso il traguardo finale della stagione. Il sogno Serie D è vivo, acceso e sostenuto dall’ultima nettissima vittoria interna contro l’Oleggio, e anche se vincolato oggi da risultati di altri, trascinato da un’entusiasmo di gruppo come da anni non si respirava in Città: «Molto è cambiato dalla sconfitta con la Pro Eureka – spiega Davide Facchetti, uomo copertina della settimana bianconera –. Da quel momento in poi è stato un crescendo di prestazioni e risultati: nei tre scontri diretti con Aygreville, Borgovercelli e RG Ticino abbiamo conquistato sette punti giocando sempre a ritmi altissimi. Stiamo mostrando un buon calcio, i risultati sono la conseguenza del nostro gioco».

In trasferta contro il Lucento l’unica vera sbavatura della stagione, comunque mascherata dalla vittoria di misura con rete di Antonino Bonura: «A Caselle con la Pro era arrivata una sconfitta nonostante una buona prestazione – commenta Facchetti –, mentre a Torino con il Lucento abbiamo giocato una partita decisamente sottoritmo. Il calcio è strano e bello allo stesso tempo: un tiro in porta e vinci uno a zero, hai più occasioni e perdi tre a due. Ce lo siamo detti a fine partita due settimane fa: non era facile affrontare il Lucento, abbiamo sofferto contro una squadra tosta e su un campo davvero ostico, ma alla fine siamo riusciti a vincere ed è quello che conta».

Esterno alto, esterno basso, jolly del gruppo, Davide è un punto di forza fondamentale nell’organico di mister Rizzo, da inizio stagione sempre costante anche nel rendimento: «Sono contento di quello che sto facendo. Nella mia crescita personale c’è tanto del mister e della sua fiducia. Il mio ruolo è sempre stato quello di esterno alto, per esigenze e per tanti motivi ho giocato però anche da esterno basso a destra. Grazie all’aiuto del mister e dei compagni mi sono adattato bene a questa novità. I compagni di squadra con più esperienza mi hanno messo a mio agio, aiutandomi davvero tanto. Con qualche difficoltà in più, nelle ultime due partite ho sostituito Marco Cestagalli (infortunato, ndr) a sinistra; ammetto che come terzino a destra sicuramente mi trovo meglio».

L’energia trasmessa al gruppo da mister Rizzo è stata decisiva: «Dopo il ko contro la Pro ha chiesto cuore e testa, da quel momento la mentalità della squadra è cambiata. Abbiamo voltato pagina, oggi giochiamo con una grinta e una determinazione pazzesche. E poi siamo davvero un gruppo unito, lo si vede anche dalle esultanze quando segniamo un gol. Divertirsi insieme già in settimana è qualcosa di bellissimo, con queste premesse è normale che le cose funzionino in campo la domenica in partita».

Capitolo “stadio”, la Biellese quest’anno ha sempre giocato sul manto di Corso 53^ Fanteria, lo stesso in cui si allena dal martedì al venerdì: «A pensarci bene è molto importante. Fino all’anno scorso non era così, ci allenavamo qui e giocavamo la domenica al “Pozzo-La Marmora”. Le misure sono diverse, è ovvio che quando il venerdì prepari la partita muovendoti sul campo dove due giorni dopo affronterai i tuoi avversari parti più agevolato. Cambiare terreno di gioco invece non sempre è così semplice. Questo “dettaglio” sicuramente ci sta aiutando molto».

Domenica La Biellese fa visita al Borgaro, squadra già affrontata a fine ottobre in casa e sconfitta di misura 2-1: «Sarà una gara complicata, anche perché alla fine quelli che devono vincere siamo noi. È un campo sempre particolarmente insidioso. Loro – è vero – quest’anno non stanno disputando un gran percorso, ma hanno nomi molto forti e valori importantissimi. Ci ricordiamo poi all’andata quanto ci fecero soffrire. Fu una partita decisa da episodi con una doppietta di Menabò, ma ci avevano dato una bella dimostrazione di calcio».