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Domenica da mille emozioni: 2-2 a Trino, per la D spareggio con il Ticino

La Biellese si porta avanti con Menabò, poi stringe i denti in dieci per l’espulsione di Agnesina. Nella ripresa Kambo risponde al vantaggio dei padroni di casa. Domenica finalissima con l’RG Ticino per la promozione in Serie D: si gioca su campo neutro

Contro tutto. Contro la tensione della vigilia, contro un diluvio pazzesco, da non credere, che ha spento solo il caldo eccessivo di Trino, contro un avversario di valore che ha spinto e duellato a testa alta fino al novantesimo nonostante nulla avesse da chiedere alla propria classifica. Qualcosa che nello sport, comunque la si pensi, fa sempre onore. Onore al Trino quindi, che ha frenato sul 2-2 il sogno della Biellese di conquistare la Serie D. Servirà un ultimo sforzo ai ragazzi di Rizzo per raggiungere i piani alti, ancora più duro, un’ultima salita dalla forte pendenza da affrontare domenica prossima su campo neutro contro l’RG Ticino. Sarà la finalissima, e già preannuncia una nuova tempesta carica di emozioni. Quelle del “Picco” sono state uniche fin dall’arrivo delle squadre nel pre-gara: il sole scottante di una giornata estiva, i volti tesi ma sorridenti, il sound diverso ad abbracciare il centro sportivo, la voce dei tifosi e i cori lentamente sempre più intensi. Poi il campo, la cornice colorata e splendida degli spalti, il gol di Simone Menabò ad aprire la partita.

La cronaca

L’abbiamo vissuta la “domenica perfetta”, di fatto così è stata per una manciata di minuti. Il gol di Simo, la corsa della squadra verso i tifosi accorsi in massa (in duecento) da Biella, la festa accesa da coriandoli e fumogeni. Poi il colpo di scena che non ti aspetti. Capitan Agnesina commette un’ingenuità – è lo sport, mix di pressioni ed euforia, a volte eccessiva – e in area stende Bussi, a tu per tu con Nicolò Vero. L’arbitro è fiscale, assegna il rigore ed espelle Amos. Biellese in dieci e 1-1, concretizzato dal dischetto da Bisacco. È il 9′, un fulmine a ciel sereno si abbatte sulla “domenica perfetta” dei bianconeri. È solo il primo giro, il tempo per raddrizzarla è lì davanti agli occhi, c’è tutto, non bisogna solo avere fretta. Ma è proprio il tempo, che sembra scorrere più veloce del solito, rabbuiato poi dalle nuvole di un classico temporale di fine giugno, a ingarbugliare ancora di più la matassa. Sotto una pioggia battente giocare con lucidità e l’uomo in meno è impossibile. Trino gestisce – dopotutto non ha più nulla da chiedere alla sua stagione – i ragazzi di Rizzo cercano la via del gol e nonostante gli imprevisti non mollano la presa. Superato il 20′ ci provano su calcio di punizione, la seconda volta con una deviazione di Kambo che sfiora il palo alla sinistra di Dinaro. Più in difficoltà Biella nella manovra palla al piede. In fase di costruzione l’uomo in meno si fa sentire. Al 39′ i bianconeri accarezzano di nuovo la rete del 2-1, sempre su calcio piazzato: Mazzucco per Latta, palla al centro per Menabò che va di potenza ma la sua conclusione viene intercettata da Baggio e spenta in corner.

A inizio ripresa il cielo di Trino concede una tregua, non la squadra di casa però. Gli uomini di Gioia ripartono con la stessa grinta del primo tempo e dopo appena quattro giri di orologio mettono la testa avanti con Bussi. Se prima era fredda, questa volta per i bianconeri la doccia è gelatissima: Biella è sotto di un gol con l’uomo in meno e due reti da timbrare per conquistare la promozione diretta. A influenzare il mood sugli spalti, già di per sé in fase calante, l’infortunio di Bytyci dopo uno scontro aereo con Latta e tanto di spavento, a terra completamente inerte e soccorso dai sanitari. Qualche minuto di forte apprensione e poi l’applauso liberatorio. Nulla di grave, per fortuna. Il match riparte e la reazione della Biellese è un mix di rabbia e orgoglio. A tenere alta la bandiera e trascinare il gruppo in battaglia Edoardo Artiglia, uomo in più dall’espulsione di Agnesina, guerriero infaticabile. Al 16′ Edo mette a dura prova Dinaro con un missile di sinistro. È l’inizio dell’arrembaggio finale. Rizzo getta nella mischia Bonura per Davide Gila e alza il livello offensivo della squadra. La mossa è vincente: da un calcio d’angolo battuto da Antonio arriva la rete del 2-2, firmata Kambo. Dylan è ben appostato sul secondo palo, libero di girarla di testa e non sbaglia. Nella parte di tribuna destinata al tifo ospite è il delirio. Nel mentre da Borgovercelli giunge la notizia che il Lucento è passato in vantaggio sui padroni di casa. È un susseguirsi di emozioni. Al 39′ Bonura mette Latta davanti a Dinaro ma Andrea non trova la deviazione. Biella ci crede, solo per questione di dettagli non trova la rete del sogno. Al 44′ Bisacco prova la magia con un sinistro al volo ed è ancora brivido. È l’ultimo di una domenica pazza ma piena, a guardarla con occhio neutrale una domenica spettacolare. Al triplice fischio c’è la consapevolezza di aver dato tutto. Serviranno altri novanta minuti (e forse non basteranno nemmeno quelli) per decretare la vincitrice del campionato. Tra una settimana la finalissima contro l’avversaria più ostica del Girone, il Ticino. Sarà battaglia su campo neutro, per in momento ancora da assegnare.

Il tabellino

L.G. Trino-La Biellese 2-2 (1-1)
Marcatori: Menabò (B) al 3′ pt, Bissacco (T) al 9′ pt su rigore, Bussi (T) al 4′ st, Kambo (B) al 28′ st.
LG Trino: Dinaro, Albino, Bytyci (Veliu dal 14′ st, Moracchiato dal 30′ st), Bussi, Baggio, Francia, Roncarolo, Birolo, Zannotti (Troplini dal 36′ st), Bissacco, Battista.
A disposizione: Berruti, Pane, Bouchefra, Misbah, Giarola.
Allenatore: Gioia.
La Biellese: Vero, Mazzucco, Facchetti, D. Gila (Bonura dal 15′ st ), Schettino, Agnesina, Artiglia, Cervato (Muzzolon dal 13′ pt), Menabò, Kambo, Latta.
A disposizione: B. Rainero, Bocca, Sessa, Bernaudo, S. Gila, Andreotti, Naamad.
Allenatore: Rizzo.
Note: ammoniti Francia (T), Albino (T), Baggio (T), Roncarolo (T), Bytyci (T), Veliu (T), Facchetti (B), Zannotti (T), Moracchiato (T), Schettino (B), espulso Agnesina (B).