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Agnesina: «Scoccia non giocarla, la squadra darà l’anima»

Parla il capitano, squalificato contro l’RG Ticino dopo il rosso diretto dello scorso weekend: «Abbiamo lottato tutto l’anno, ci siamo guadagnati questa finale, siamo arrivati ad avere il coltello dalla parte del manico e ora ci giochiamo tutto. Ce la siamo meritata»

C’è aria di sensazioni nuove, di emozioni assopite da troppo tempo. La Prima Squadra domani pomeriggio (ore 17.00) si gioca lo spareggio contro l’RG Ticino per salire un gradino più in su, in Serie D, dopo un campionato di dieci curve affrontato ai mille all’ora. Dentro la classifica del Girone A è sfida equilibrata sotto ogni colonna: punti, 23 a testa, bottino raccolto con 7 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta, 27 reti realizzate ciascuna e 9 subite. La Biellese-RG Ticino è la finalissima perfetta: «Se un mese e mezzo fa ci avessero detto che saremmo arrivati fin qui, probabilmente avremmo firmato con il sangue». Le parole sono quelle del capitano, Amos Agnesina, che domani sul verde del “Silvio Piola” di Vercelli, teatro di prestigio scelto per l’occasione, non ci sarà causa squalifica. A Trino la sua espulsione dopo la rete del vantaggio bianconero firmata Menabò nei primi minuti ha complicato i piani di mister Rizzo: «È stato un episodio secondo me ingiusto ed eccessivo – commenta Amos –. Rivedendolo in video è stato un abbaglio, è sotto gli occhi di tutti. Non possiamo guardarci indietro, dobbiamo guardare soltanto avanti. In settimana la squadra si è preparata al meglio per questa sfida importantissima ed emozionante».

In campo sarà battaglia vera, così com’è stato a Trino lo scorso weekend nonostante gli avversari non avessero più nulla da chiedere alla loro stagione: «Sono dell’idea che nessuno regala niente a nessuno – continua Agnesina –. E che nessuna squadra vuole fare brutte figure davanti ai tifosi. Domenica erano in tanti. Che ci aspettasse un match duro lo sapevamo tutti, e infatti siamo entrati in campo con quella mentalità. È andata così, i ragazzi sono stati devastanti nel riuscire una volta sotto a riprenderla e pareggiare. Se avessimo perso sarebbe finita e invece siamo ancora qui a lottare per il nostro sogno. Con l’uomo in meno abbiamo continuato ad attaccare, questo dà merito al grande gruppo che siamo».

Cresce l’attesa per una nuova domenica carica di adrenalina: «Da una parte è meglio che gli altri dicano che sono favoriti, lasciamo che lo siano, non importa. Scoccia non poterla giocare, ma sono sicuro che chiunque dei miei compagni scenderà in campo si farà trovare pronto e darà l’anima. Un messaggio da capitano alla squadra? Non ce n’è bisogno, certe partite danno motivazioni da sole. Abbiamo lottato tutto l’anno, ci siamo guadagnati questa finale, siamo arrivati ad avere il coltello dalla parte del manico. Giochiamocela a testa alta. Ce la siamo meritata».